The Tudor Heart
Una storia incredibile e tre appuntamenti.
Buongiorno, eccomi qui puntuale alle 7 come promesso dopo aver passato la sera di San Valentino a scrivere la newsletter e la Juve ha anche perso.
La news di questi giorni è che 45 mila cittadini (più un certo numero di istituzioni ed enti) si sono tassati per consentire al British Museum di acquistare, alla modica cifra di 3,5 milioni di sterline, un piccolo gioiello che arriva dritto dritto dalla corte di Enrico VIII. Ma la notizia più straordinaria è un'altra e risale alla fine del 2019, adesso vi racconto tutto.
Un campo nel Warwickshire
Nel dicembre 2019 Charlie Clarke, proprietario di un bar a Birmingham, sta esplorando un campo con il metal detector che ha acquistato solo sei mesi prima. Quel giorno non era andata benissmo; lui stesso dirà che aveva trovato solo roba di poco valore poi, mentre è sul punto di andarsene, il segnale acustico dell'apparecchio è molto forte e chiaro così lui scava un po' più a fondo nel terreno e trova qualcosa.
Quello che tira su dal buco che ha scavato lo fa urlare di gioia: è un pendente con catena in oro e smalti.
Evidentemente antico, probabilmente di epoca Tudor perché su un lato sono incise le iniziali H e K, Henry e Katherine. Il fatto che siano proprio loro è fuor di dubbio per qualsiasi inglese che sia andato a scuola: ci sono disegnate la rosa sincretica bianca e rossa dei Tudor e la melagrana emblema della spagnola Caterina.Come vuole la legge inglese, Charlie denuncia il ritrovamento; la scoperta è avvenuta nell’area di un laghetto prosciugato secondo quanto previsto dal Treasure Act del 1996, il reperto deve essere immediatamente segnalato e viene affidato al British Museum per le verifiche su origine e autenticità. Due mesi dopo però il mondo si blocca per la pandemia e la faccenda finisce con l'essere accantonata. Una scoperta sorprendente Quando Rachel King, curatrice della sezione Rinascimento europeo al British Museum, viene a conoscenza della scoperta è sbalordita e un po' sconcertata. Nulla di queste dimensioni e importanza risalente al periodo rinascimentale era stato trovato in Gran Bretagna da oltre 25 anni. Nonostante inizialmente sembrasse quasi troppo bello per essere vero la King, dopo un'attenta analisi scientifica fa sapere che il pendente è autentico. Anzi è un reperto straordinario poiché di quel periodo non sopravvive niente che si possa avvicinare al pendente trovato nel campo. "Al British Museum - ha spiegato Rachel King - abbiamo la più grande collezione di oggetti in metallo prezioso del primo periodo Tudor; nessuno di essi è paragonabile a questo". Ma da dove viene e di chi era? Ecco questo è il problema. Nonostante l'analisi degli inventari e delle immagini dell'epoca gli esperti non sono riusciti a scoprire nulla di preciso. Però la sua qualità fa pensare che sia stato commissionato o in qualche modo collegato a un membro dell'alta nobiltà o a un cortigiano di alto rango". Ma chi, e perché?
Le ipotesi 1 - Un gioiello di corte. È poco probabile che fosse un dono privato tra i sovrani: forse si trattava di un gioiello da cerimonia destinato a un membro della corte, offerto dal re o dalla regina in occasione celebrazioni ufficiali. 2 - Il premio per un torneo. Enrico VIII era un grande appassionato di giostre e tornei e un'attenta analisi della sua iconografia e di altri documenti fa pensare che possa essere stato commissionato per essere indossato o addirittura donato in un'occasione del genere. Forse all'epoca del famoso Campo del Drappo d'Oro; durante l'incontro del re d'Inghilterra con il re di Francia, avvenuto nel 1520, erano state infatti organizzate diverse competizioni. Sebbene le sue dimensioni suggeriscano che fosse adatto solo a una donna, potrebbe non essere stato concepito per essere indossato. 3 - Un pegno di fidanzamento. Nell’ottobre 1518 si celebra il fidanzamento tra la principessa Maria, figlia di Enrico e Caterina, e il Delfino figlio di Francesco I e Claudia di Francia. I promessi sposi all'epoca hanno rispettivamente due anni e otto mesi, ma l'impegno era preso seriamente quindi la corte organizzava tornei e feste spettacolari, per cui venivano commissionati gioielli scenografici e simbolici. Come è finito nel Warwickshire un gioiello della corte dei Tudor? Questo è un altro mistero. Com’è fatto Il Cuore Tudor ha una fattura raffinata, è in oro 24 carati ed è composto da tre elementi: una catena d’oro di 75 maglie, una chiusura smaltata a forma di mano e un pendente apribile. Sulla parte anteriore ci sono la rosa Tudor, emblema di Enrico VIII, e il melograno, simbolo personale di Caterina d’Aragona che richiama fertilità e prosperità. In basso si legge “TOVS IORS”, forma arcaica del francese toujours “sempre”, ma che potrebbe significare anche “tutto tuo”. Sul retro del pendente sono incise le iniziali dei sovrani, “H” e “K” accompagnate dallo stesso motto. La chiusura ha la forma di mano tra le nuvole, simbolo nel Cinquecento sia della protezione divina sia dell’amore.
Un pezzo eccezionale sotto molti punti di vista
Se restano pochi gioielli di epoca Tudor, smontati e dispersi nei periodi successivi, ci sono ancor meno tracce materiali di Caterina d'Aragona. Il matrimonio di Enrico VIII con la principessa spagnola, durato 24 anni, è stato il più lungo tra quelli del sovrano e il suo scioglimento cambia per sempre la storia inglese. Questo piccolo cuore d’oro, nato come simbolo di unione e “sempre”, è oggi una delle rarissime testimonianze materiali di quell’amore e della sua eredità politica. In seguito all’annullamento del 1533, che porta allo scisma con Roma, tutto quanto ricorda quell’unione viene cancellato dunque questo pendente rappresenta una fonte preziosa per comprendere la cultura di corte, la propaganda dinastica e il linguaggio simbolico dell’epoca Tudor.La campagna per salvarlo Secondo la legge britannica, musei e gallerie in tutta l'Inghilterra hanno il diritto di prelazione, cioè la possibilità di acquistare tesori di importanza storica prima che vengano messi all'asta. Così l'anno scorso, il British Museum ha lanciato una raccolta fondi di 3,5 milioni di sterline (circa 4 milioni e 20mila euro) per far entrare il pendente nelle loro collezioni. Come una vincita alla lotteria Metà della somma raccolta andrà a Clarke, mentre l'altra metà spetta al proprietario del terreno in cui è stato scoperto il manufatto. "In realtà non è stato come vincere alla lotteria - ha dichiarato il fortunato cacciatore di tesori - perché la gente vince davvero alla lotteria mentre è più raro dissotterrare tesori". Charlie Clarke ha detto che userà la somma per l'istruzione del figlio.
Il Cuore Tudor è in mostra al British Museum fino al prossimo mese di aprile nella sala 2 della sezione "Collecting the world" poi molto probabilmente farà un tour del Regno Unito.
E adesso passiamo agli appuntamenti di marzo e aprile. Dopo un periodo di meritato letargo (non tanto in realtà, sono immersa in un progetto enorme, molto bello ma che mi crea parecchia ansia) torno a parlare in giro del mio libro I GIOIELLI DELLA REGINA.
Sabato 7 marzo alle 17 e 30 sarò alla biblioteca comunale Francesco Antolisei (Palazzo dei Governatori) di Sanseverino Marche per un incontro organizzato dall’amico Francesco Rapaccioni, collega ma anche direttore dei teatri di Sanseverino.
Sabato 28 marzo sarò ospite a Forlì della British Moments Society per il loro Royal Afternoon Tea dedicato ai 100 anni di Elisabetta II.
I dettagli sono tutti nella locandina. La prenotazione è necessaria perché i posti sono limitati.
Martedì 21 aprile tornerò a Parma in una location molto bella e la data non è scelta a caso. Per questo appuntamento i dettagli arriveranno a stretto giro di posta ma nel frattempo “save the date”.
grazie per avermi letta fin qui,
a presto
MarinaPs: permettetemi, sempre a proposito del Cuore Tudor, di fare un paio di considerazioni. Quando è uscita la notizia che era stata raggiunta la cifra per l’acquisto ho messo le foto su Canva pensando di farci un post. I Tudor non sono la mia dinastia preferita - l’ho detto, defollowatemi - però quando si tratta di gioielli posso fare un’eccezione. Ieri ho creato le slide e poi ho avuto il lampo San Valentino + Cuore Tudor, avanguardia pura. Ho postato il carosello sabato mattina poco prima delle dieci, lo avrei fatto anche prima se avessi trovato subito “La Gagliarda” la danza preferita di Enrico. Alle 13 circa appare un carosello molto, molto simile al mio (Cuore Tudor = san Valentino) e nel corso della giornata me ne segnalano un altro che risale sempre alla tarda mattinata. Entrambi i profili in questione ovviamente non mi seguono, almeno con i loro account ufficiali. Ora, non sono più una ragazzina però non sono scema e ho gli occhi per vedere quello che succede intorno a me. Pensavano che non me ne sarei accorta? Cari e care un consiglio dal profondo cuore (non Tudor), se volete fare i "creator" fatevi venire delle idee originali perché un cuore (anche se Tudor) a san Valentino è proprio "avanguardia pura" (cit.), da voi mi aspetto molto di più.
Avrei anche un'altra considerazione ma la rimando alla prossima newsletter.
Baci e abbracci!







